L’accertamento è previsto per le mansioni che comportano rischi per la sicurezza di terzi, secondo il percorso definito dall’Intesa Stato-Regioni del 2007 e dal provvedimento del 2008. Viene richiesto dal medico competente nell’ambito della sorveglianza sanitaria.
Cosa è e cosa non è. Questo è un test di screening: individua la presenza di una classe di sostanze sopra una soglia, e non identifica la molecola specifica né la quantifica. Un risultato negativo è conclusivo. Un risultato positivo, invece, è un dato analitico da verificare, non un accertamento concluso: la normativa prevede che le positività allo screening siano confermate con metodica di conferma in spettrometria di massa presso un laboratorio di secondo livello. Un positivo non confermato non è utilizzabile per alcun provvedimento. Noi eseguiamo il primo livello e indichiamo al medico competente il percorso di conferma.
Le finestre di rilevazione sono diverse per ogni sostanza e vanno da poche ore a diversi giorni, più lunghe per i cannabinoidi nei consumatori abituali. Un risultato negativo non esclude un consumo remoto, un positivo non indica lo stato di alterazione al momento del prelievo: sono due domande diverse.
Si raccoglie un campione di urina presso la nostra sede, con identificazione del lavoratore al momento della consegna. La raccolta in sede è parte della procedura e non è sostituibile con un campione portato da casa.
Il referto riporta l’esito dello screening. Le positività richiedono conferma in spettrometria di massa presso un laboratorio di secondo livello: fino a quel momento il risultato non ha valore di accertamento.
Il referto è destinato al medico competente, che gestisce il percorso successivo. Il datore di lavoro non ha accesso al dato.
Quando l’esame è richiesto nell’ambito della sorveglianza sanitaria, l’onere è a carico del datore di lavoro, anche per le prestazioni comprese nel nomenclatore del Servizio Sanitario: gli accertamenti previsti dal protocollo sono adempimenti dell’azienda, non prestazioni erogabili con ricetta. La disponibilità in convenzione riguarda le richieste con finalità cliniche.
Presentati con un documento di identità e con la richiesta del medico competente.
Non è richiesto il digiuno. Prosegui le terapie in corso e segnala i farmaci che assumi, compresi quelli da banco: alcuni possono determinare una positività allo screening che la fase di conferma chiarisce.
Evita di bere quantità inusuali di liquidi nelle ore precedenti: un campione troppo diluito non è valutabile e va ripetuto.
Disponibile in tutte le sedi.
Metodica immunocromatografia a flusso laterale
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