Il test combinato ricerca contemporaneamente gli anticorpi diretti contro il virus e l’antigene p24, che compare prima degli anticorpi. La ricerca simultanea accorcia il periodo finestra, cioè l’intervallo dopo l’esposizione in cui l’infezione è presente ma ancora non rilevabile: con questa generazione di test si riduce a poche settimane, mentre resta la raccomandazione di un controllo di conferma a distanza per escludere con sicurezza un’esposizione recente.
Un risultato reattivo non è una diagnosi: richiede un test di conferma, secondo un percorso definito. Il risultato è coperto dalle tutele di riservatezza previste dalla legge e viene comunicato esclusivamente alla persona interessata.
Dopo un’esposizione accidentale l’esame documenta la situazione di partenza, ma non va aspettato per decidere: se è indicata una profilassi post-esposizione, la valutazione è urgente e va fatta in pronto soccorso. Vedi il profilo dopo esposizione professionale.
Un normale prelievo di sangue venoso. Non è richiesto il digiuno.
Disponibile in tutte le sedi.
Metodica chemiluminescenza
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