La clamidia è l’infezione sessualmente trasmissibile batterica più diffusa, e la sua caratteristica principale è che nella maggior parte dei casi non dà sintomi. Decorre silente per mesi o anni, e quando si manifesta lo fa spesso attraverso le sue conseguenze: dolore pelvico, infiammazione delle tube, difficoltà di concepimento. Per questo il test non è la risposta a un disturbo, è il modo di sapere.
La PCR individua il materiale genetico del batterio: è la metodica di riferimento e rileva anche le infezioni con carica bassa, che gli esami colturali non trovano. Chlamydia trachomatis non è coltivabile con le metodiche di routine, quindi la ricerca molecolare non è un’alternativa più sensibile — è l’unica strada.
Il sito del prelievo determina il risultato. Un’infezione faringea o rettale non viene individuata da un tampone genitale: in base ai rapporti avuti, il campione da esaminare cambia. Sono siti frequentemente asintomatici e altrettanto frequentemente omessi.
Il partner va coinvolto. Trattare una sola persona della coppia porta alla reinfezione: se il risultato è positivo, il medico indica come procedere.
Il controllo dopo la terapia non si esegue subito: il materiale genetico del microrganismo resta rilevabile per qualche settimana anche quando l’infezione è risolta, e un test troppo precoce risulta positivo senza motivo. Il medico indica quando ripeterlo.
La coinfezione con il gonococco è frequente: se cerchi entrambi, l’esame più conveniente è il test combinato.
Un tampone del sito interessato, oppure un campione di urina o di liquido seminale. Il prelievo è rapido e non richiede anestesia. Per il tampone vaginale è disponibile l’autoprelievo: ti forniamo il dispositivo e lo esegui da sola.
Il referto è comunicato esclusivamente alla persona interessata. Nessun dato viene condiviso con partner, familiari o terzi.
Non urinare nelle due ore precedenti se il campione previsto è un tampone uretrale o un campione di urina: il lavaggio riduce la quantità di materiale disponibile.
Nei giorni precedenti evita lavande interne, ovuli e creme vaginali. Per il tampone vaginale e cervicale è preferibile non essere nei giorni delle mestruazioni, salvo diversa indicazione.
Segnala eventuali terapie antibiotiche in corso o concluse di recente: possono rendere il risultato non attendibile, e il medico indica quanto attendere.
Se hai avuto rapporti orali o anali, dillo in accettazione: il sito da esaminare cambia, e un’infezione faringea o rettale non si trova con un tampone genitale.
Disponibile in tutte le sedi.
Metodica PCR real-time
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