Helicobacter pylori è un batterio che può colonizzare la mucosa gastrica ed è associato a gastrite, ulcera peptica e ad altre condizioni dello stomaco.
Il batterio produce ureasi, un enzima che scinde l’urea. Nel test si assume una piccola quantità di urea marcata con carbonio-13, un isotopo naturale e non radioattivo: se H. pylori è presente, la scinde e il carbonio-13 compare nell’anidride carbonica del respiro. Se il batterio non c’è, il tracciante resta invariato.
È un esame non invasivo con elevata accuratezza, indicato sia per la prima diagnosi sia — ed è l’uso più frequente — per verificare l’avvenuta eradicazione dopo il trattamento antibiotico.
Il risultato va valutato dal medico curante insieme al quadro clinico.
L’esame dura circa 30 minuti e si svolge in sede. È molto più breve dei breath test agli zuccheri.
All’arrivo esegui un primo soffio in un’apposita sacca. Poi bevi la soluzione con l’urea marcata (ed eventualmente la soluzione di acido citrico, se prevista dal protocollo in uso al momento), attendi in sede, e al termine ripeti il soffio.
Nessun prelievo di sangue. L’isotopo utilizzato non è radioattivo e il test è ripetibile.
Se hai fatto una terapia di eradicazione, attendi almeno 4 settimane dalla fine degli antibiotici prima di eseguire il test.
Farlo prima può dare un risultato falsamente negativo.
Nelle 4 settimane precedenti
Nei 5 giorni precedenti
La mattina dell’esame
Non sospendere autonomamente la terapia gastroprotettiva. Se assumi un inibitore di pompa protonica, parlane con il medico che ti ha prescritto l’esame: valuterà come e quando interromperlo.
Disponibile in tutte le sedi.
Metodica spettroscopia infrarossa
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