Il papillomavirus è un’infezione molto diffusa e nella maggior parte dei casi transitoria: l’organismo la elimina spontaneamente entro uno o due anni. Il problema riguarda le infezioni che persistono, e in particolare i genotipi a rischio oncogeno, che nel lungo periodo possono determinare lesioni del collo dell’utero. Il test ricerca il DNA virale, e la sua utilità sta nell’identificare chi ha bisogno di controlli, non nel diagnosticare una lesione.
Un risultato positivo non è una diagnosi e non indica la presenza di un tumore né di una lesione: indica un’infezione, che nella maggior parte dei casi si risolverà. La valutazione prosegue con la citologia e, quando indicato, con la colposcopia — ed è il ginecologo a impostarla.
Sullo screening organizzato. Per le donne nella fascia di età prevista, il test HPV è offerto gratuitamente dal programma di screening regionale, con una cadenza definita. Se rientri in quel programma, quello è il percorso da seguire: l’esame in privato ha senso quando serve un controllo fuori dalle cadenze previste, su indicazione del ginecologo, o quando lo screening non è accessibile nei tempi utili.
Sui siti diversi dal collo dell’utero. Eseguiamo il test anche su campioni orali, uretrali e rettali, e nell’uomo. È corretto sapere che per queste sedi non esistono programmi di screening validati né percorsi definiti in caso di positività: il risultato va quindi interpretato con il medico, che valuta se e come utilizzarlo.
Un tampone del sito interessato, oppure un campione di urina o di liquido seminale. Il prelievo è rapido e non richiede anestesia. Per il tampone vaginale è disponibile l’autoprelievo: ti forniamo il dispositivo e lo esegui da sola.
Il referto è comunicato esclusivamente alla persona interessata. Nessun dato viene condiviso con partner, familiari o terzi.
Non urinare nelle due ore precedenti se il campione previsto è un tampone uretrale o un campione di urina: il lavaggio riduce la quantità di materiale disponibile.
Nei giorni precedenti evita lavande interne, ovuli e creme vaginali. Per il tampone vaginale e cervicale è preferibile non essere nei giorni delle mestruazioni, salvo diversa indicazione.
Segnala eventuali terapie antibiotiche in corso o concluse di recente: possono rendere il risultato non attendibile, e il medico indica quanto attendere.
Se hai avuto rapporti orali o anali, dillo in accettazione: il sito da esaminare cambia, e un’infezione faringea o rettale non si trova con un tampone genitale.
Disponibile in tutte le sedi.
Metodica PCR real-time
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