Tacrolimus

Dosaggio del tacrolimus (Prograf®, Advagraf®, Envarsus®) su sangue intero, per il controllo della terapia immunosoppressiva nel paziente trapiantato.
Campione
sangue intero (EDTA)
Digiuno
non richiesto, ma il prelievo va eseguito prima della dose del mattino
Refertazione
3 giorni
Convenzione SSN
no
Prezzo Al costo dell'esame si aggiungono, quando previsti, il prelievo (4,00 €, una sola volta per accesso indipendentemente dal numero di esami) e la marca da bollo (2,00 €, sulle ricevute di importo superiore a 77,47 €).
€ 80,00

A cosa serve

Il tacrolimus previene il rigetto dopo un trapianto d’organo. Il margine tra una concentrazione insufficiente, che espone al rigetto, e una eccessiva, che danneggia il rene e aumenta il rischio infettivo, è ridotto: il dosaggio periodico accompagna tutta la durata della terapia.

Perché la dose non basta a prevederlo. L’assorbimento e il metabolismo del tacrolimus variano molto da persona a persona, e la concentrazione risente di numerose interazioni. Antifungini, alcuni antibiotici e diversi antipertensivi la fanno salire; alcuni antiepilettici e la rifampicina la fanno scendere. Il succo di pompelmo ne aumenta l’assorbimento e va evitato durante la terapia.

Il momento del prelievo è determinante. Si esegue prima della dose del mattino, a circa 12 ore dall’ultima assunzione per le formulazioni a due somministrazioni giornaliere e a 24 ore per quelle a rilascio prolungato. Un prelievo fuori tempo produce un valore non confrontabile con i precedenti, ed è il confronto nel tempo a guidare le decisioni del centro trapianti.

Come si esegue

Un normale prelievo di sangue venoso, raccolto in provetta con EDTA. Il tacrolimus si concentra all’interno dei globuli rossi, quindi si dosa sul sangue intero e non sul siero. Non è richiesto il digiuno.

Il risultato va comunicato al centro trapianti di riferimento, che gestisce la terapia immunosoppressiva. Non modificare la dose autonomamente e non sospendere il farmaco in nessun caso.

Come prepararsi

Esegui il prelievo prima di assumere la dose del mattino, salvo diversa indicazione del medico. La concentrazione misurata in quel momento è la più bassa della giornata, ed è quella su cui sono costruiti gli intervalli terapeutici di riferimento: un prelievo eseguito poche ore dopo l’assunzione restituisce un valore alto che non indica un sovradosaggio e non è interpretabile.

Non sospendere e non modificare la terapia per eseguire l’esame.

Se la terapia è iniziata di recente o la dose è stata cambiata, servono alcuni giorni perché la concentrazione si stabilizzi: un controllo anticipato sottostima il valore definitivo. Il medico indica il momento giusto.

Dove si esegue

Disponibile in tutte le sedi.

Metodica immunofluorescenza a risoluzione di tempo

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