Carbamazepina-10,11-epossido

Dosaggio del metabolita attivo della carbamazepina in cromatografia liquida ad alte prestazioni, richiesto insieme o in aggiunta al dosaggio del farmaco.
Campione
sangue (siero)
Digiuno
non richiesto, ma il prelievo va eseguito prima della dose del mattino
Refertazione
3 giorni
Convenzione SSN
no
Prezzo Al costo dell'esame si aggiungono, quando previsti, il prelievo (4,00 €, una sola volta per accesso indipendentemente dal numero di esami) e la marca da bollo (2,00 €, sulle ricevute di importo superiore a 77,47 €).
€ 80,00

A cosa serve

La carbamazepina viene trasformata dall’organismo in carbamazepina-10,11-epossido, un metabolita a sua volta attivo, che contribuisce all’effetto terapeutico e soprattutto agli effetti indesiderati: sonnolenza, vertigini, visione doppia, instabilità nella marcia.

Perché non basta dosare il farmaco. La quantità di epossido non è proporzionale a quella della carbamazepina: dipende dall’attività enzimatica individuale e cambia in presenza di altri medicinali. L’acido valproico ne rallenta l’eliminazione e lo fa accumulare, mentre la carbamazepina resta nell’intervallo atteso. Si presenta così la situazione tipica in cui questo esame ha valore: sintomi da eccesso di farmaco con un dosaggio della carbamazepina apparentemente regolare.

Quando viene richiesto. Al sospetto di tossicità non spiegato dal dosaggio del farmaco; nelle terapie di associazione, in particolare con acido valproico; quando le crisi persistono a concentrazioni ritenute adeguate. Si esegue sullo stesso prelievo del dosaggio della carbamazepina, con cui viene di norma abbinato.

La determinazione richiede la cromatografia liquida ad alte prestazioni: gli immunodosaggi non distinguono il metabolita dal farmaco di partenza.

Come si esegue

Un normale prelievo di sangue venoso. Non è richiesto il digiuno: per questi esami conta l’orario rispetto all’ultima dose del farmaco, non rispetto all’ultimo pasto.

Il valore del dosaggio non si legge da soli e non va usato per modificare la terapia. Gli intervalli terapeutici sono riferimenti di popolazione: la dose corretta è quella che controlla i sintomi in quel paziente, e la decisione spetta al medico prescrittore.

Come prepararsi

Esegui il prelievo prima di assumere la dose del mattino, salvo diversa indicazione del medico. La concentrazione misurata in quel momento è la più bassa della giornata, ed è quella su cui sono costruiti gli intervalli terapeutici di riferimento: un prelievo eseguito poche ore dopo l’assunzione restituisce un valore alto che non indica un sovradosaggio e non è interpretabile.

Non sospendere e non modificare la terapia per eseguire l’esame.

Se la terapia è iniziata di recente o la dose è stata cambiata, servono alcuni giorni perché la concentrazione si stabilizzi: un controllo anticipato sottostima il valore definitivo. Il medico indica il momento giusto.

Dove si esegue

Disponibile in tutte le sedi.

Metodica cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC)

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