Bi-test (free beta hCG e PAPP-A)

I due dosaggi che compongono la parte di laboratorio dello screening del primo trimestre: free beta hCG e PAPP-A, eseguiti insieme su un unico prelievo. Noto anche come duo test.
Campione
sangue (siero)
Digiuno
non richiesto
Refertazione
2 giorni lavorativi
Convenzione SSN
Prezzo Al costo dell'esame si aggiungono, quando previsti, il prelievo (4,00 €, una sola volta per accesso indipendentemente dal numero di esami) e la marca da bollo (2,00 €, sulle ricevute di importo superiore a 77,47 €).
€ 46,00

A cosa serve

Il bi-test è la componente di laboratorio dello screening del primo trimestre. Comprende due dosaggi, che si eseguono e si refertano insieme perché si interpretano insieme:

  • Free beta hCG — la subunità beta libera della gonadotropina corionica, l’ormone prodotto dalla placenta. Nel primo trimestre non si dosa l’ormone intero ma questa frazione, che si è dimostrata più informativa ai fini dello screening
  • PAPP-A — una proteina prodotta dal trofoblasto, il tessuto da cui si sviluppa la placenta. Nonostante il nome parli di proteina plasmatica, il dosaggio si esegue sul siero

Insieme alla translucenza nucale misurata all’ecografia, i due valori compongono il test combinato, che stima la probabilità che il feto sia portatore delle trisomie 21, 18 e 13.

La PAPP-A ha anche un secondo significato: essendo espressione della funzione placentare, un valore basso si associa a una probabilità maggiore di complicanze legate alla placenta — preeclampsia e ridotta crescita fetale — anche quando lo screening per le trisomie risulta nella norma. È l’informazione che, insieme al PlGF, orienta la sorveglianza nella prima metà della gravidanza.

I singoli numeri, letti da soli, dicono molto poco: conta il confronto con la mediana attesa per l’esatta età gestazionale e la combinazione con il dato ecografico.

Come si esegue

Un normale prelievo di sangue venoso, in tutte le nostre sedi negli orari di apertura.

Il dosaggio si esegue in sede su piattaforma Kryptor, con saggi calibrati per gli algoritmi della Fetal Medicine Foundation. Il referto riporta il valore del dosaggio. La stima del rischio non è un dato di laboratorio: si ottiene inserendo questo valore, insieme ai dati dell’ecografia, nel software di calcolo del ginecologo che segue la gravidanza.

È un esame di screening: stima una probabilità, non formula una diagnosi. Un risultato a rischio aumentato non significa che la condizione sia presente, e un risultato nella norma non la esclude del tutto.

Il nostro referto riporta il dosaggio, non il rischio. Il calcolo combinato spetta al ginecologo, che dispone dei dati ecografici e del software dedicato: nessun valore di questo esame, letto da solo, si interpreta in autonomia.

Come prepararsi

Non è necessario il digiuno e non serve alcuna preparazione particolare.

Conta invece il momento in cui si esegue il prelievo, perché i valori attesi cambiano di settimana in settimana: indicaci la settimana di gestazione, che riportiamo in referto.

I dati dell’ecografia del primo trimestre — translucenza nucale e lunghezza cranio-caudale — non servono a noi: servono al ginecologo, che li combina con il nostro referto per ottenere la stima del rischio. Per questo l’esame va programmato insieme all’ecografia e il referto va portato al controllo successivo.

Dove si esegue

Disponibile in tutte le sedi.

Metodica immunofluorescenza a risoluzione di tempo in TRACE (piattaforma Kryptor)

Questo sito usa i cookies

Usiamo i cookies per personalizzare il contenuto, fornire servizi aggiuntivi e analizzare il traffico dei visitatori. Condividiamo informazioni sull'utilizzo che fai del sito con i nostri partner per l'analisi dei dati. Puoi cambiare le tue preferenze in qualunque momento. Privacy Policy