La carbamazepina viene trasformata dall’organismo in carbamazepina-10,11-epossido, un metabolita a sua volta attivo, che contribuisce all’effetto terapeutico e soprattutto agli effetti indesiderati: sonnolenza, vertigini, visione doppia, instabilità nella marcia.
Perché non basta dosare il farmaco. La quantità di epossido non è proporzionale a quella della carbamazepina: dipende dall’attività enzimatica individuale e cambia in presenza di altri medicinali. L’acido valproico ne rallenta l’eliminazione e lo fa accumulare, mentre la carbamazepina resta nell’intervallo atteso. Si presenta così la situazione tipica in cui questo esame ha valore: sintomi da eccesso di farmaco con un dosaggio della carbamazepina apparentemente regolare.
Quando viene richiesto. Al sospetto di tossicità non spiegato dal dosaggio del farmaco; nelle terapie di associazione, in particolare con acido valproico; quando le crisi persistono a concentrazioni ritenute adeguate. Si esegue sullo stesso prelievo del dosaggio della carbamazepina, con cui viene di norma abbinato.
La determinazione richiede la cromatografia liquida ad alte prestazioni: gli immunodosaggi non distinguono il metabolita dal farmaco di partenza.
Un normale prelievo di sangue venoso. Non è richiesto il digiuno: per questi esami conta l’orario rispetto all’ultima dose del farmaco, non rispetto all’ultimo pasto.
Il valore del dosaggio non si legge da soli e non va usato per modificare la terapia. Gli intervalli terapeutici sono riferimenti di popolazione: la dose corretta è quella che controlla i sintomi in quel paziente, e la decisione spetta al medico prescrittore.
Esegui il prelievo prima di assumere la dose del mattino, salvo diversa indicazione del medico. La concentrazione misurata in quel momento è la più bassa della giornata, ed è quella su cui sono costruiti gli intervalli terapeutici di riferimento: un prelievo eseguito poche ore dopo l’assunzione restituisce un valore alto che non indica un sovradosaggio e non è interpretabile.
Non sospendere e non modificare la terapia per eseguire l’esame.
Se la terapia è iniziata di recente o la dose è stata cambiata, servono alcuni giorni perché la concentrazione si stabilizzi: un controllo anticipato sottostima il valore definitivo. Il medico indica il momento giusto.
Disponibile in tutte le sedi.
Metodica cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC)
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