Monitoraggio dei farmaci

Il monitoraggio terapeutico dei farmaci misura quanto principio attivo circola nel sangue di chi è in trattamento. Non serve a sapere se la compressa è stata presa: serve a verificare che la quantità presente nell’organismo sia quella utile. Sopra un certo livello compaiono gli effetti tossici, sotto un altro la terapia non protegge.

Per alcuni farmaci la distanza tra i due limiti è molto ridotta, e la dose corretta non si ricava dal peso o dall’età: dipende dalla velocità con cui quel singolo organismo metabolizza ed elimina la sostanza, dalla funzione di reni e fegato, dalle altre terapie in corso. Il dosaggio sierico è l’unico modo di conoscerla.

Gli antiepilettici sono la parte più ampia dell’area: carbamazepina, oxcarbazepina, lamotrigina, levetiracetam, fenitoina, fenobarbital, primidone, etosuccimide, zonisamide e sultiame. La maggior parte li eseguiamo in cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC), una metodica che separa fisicamente le molecole prima di misurarle e permette quindi di distinguere un farmaco dai suoi metaboliti — cosa che gli immunodosaggi non consentono.

Su questa distinzione si basano due dosaggi che pochi laboratori offrono. Il carbamazepina-10,11-epossido è il metabolita attivo della carbamazepina, e spiega i casi in cui compaiono segni di tossicità mentre il dosaggio del farmaco sembra regolare. La 10-idrossi-carbamazepina è la forma che sostiene l’effetto dell’oxcarbazepina: dosarla è l’unico modo di controllare quella terapia, perché nel sangue il farmaco di partenza è presente in quantità minima.

Con metodiche dedicate eseguiamo acido valproico, litio nel disturbo bipolare, digossina nella terapia cardiologica, tacrolimus nel paziente trapiantato e metotressato.

Alcuni di questi dosaggi sono erogabili in convenzione con il Servizio Sanitario, altri solo in regime privato: la scheda di ciascun esame lo indica.

Acido valproicoDosaggio sierico dell'acido valproico (Depakin®), impiegato nell'epilessia, nel disturbo bipolare e nella profilassi dell'emicrania.sangue (siero) · 2 giorni · convenzione SSNCarbamazepinaDosaggio sierico della carbamazepina (Tegretol®) in immunoturbidimetria, e in cromatografia liquida ad alte prestazioni su richiesta.sangue (siero) · 3 giorni · convenzione SSNCarbamazepina-10,11-epossidoDosaggio del metabolita attivo della carbamazepina in cromatografia liquida ad alte prestazioni, richiesto insieme o in aggiunta al dosaggio del farmaco.sangue (siero) · 3 giorniDigossinaDosaggio della digossina nel sangue, controllo periodico della terapia digitalica nello scompenso cardiaco e nella fibrillazione atriale.sangue (siero) · 2 giorni · convenzione SSNEtosuccimideDosaggio sierico dell'etosuccimide (Zarontin®), impiegata nelle crisi di assenza dell'età pediatrica.sangue (siero) · 3 giorniFenitoinaDosaggio sierico della fenitoina in cromatografia liquida ad alte prestazioni. Farmaco a cinetica non lineare, per cui il monitoraggio è parte integrante della terapia.sangue (siero) · 3 giorniFenobarbitalDosaggio sierico del fenobarbital. È anche il metabolita attivo del primidone, con cui viene di norma richiesto insieme.sangue (siero) · 3 giorni · convenzione SSNLamotriginaDosaggio sierico della lamotrigina (Lamictal®) in cromatografia liquida ad alte prestazioni, per il controllo della terapia antiepilettica e stabilizzante.sangue (siero) · 3 giorniLevetiracetamDosaggio sierico del levetiracetam (Keppra®) in cromatografia liquida ad alte prestazioni.sangue (siero) · 3 giorniLitiemiaDosaggio del litio nel sangue, controllo periodico indispensabile nella terapia con sali di litio (Carbolithium®).sangue (siero) · 2 giorni · convenzione SSNMetotressatoDosaggio sierico del metotressato, richiesto dal centro che gestisce la terapia secondo tempi definiti dal protocollo.sangue (siero) · 2 giorni · convenzione SSNOxcarbazepina e 10-idrossi-carbamazepinaDosaggio dell'oxcarbazepina (Trileptal®) e della 10-idrossi-carbamazepina, il metabolita che sostiene l'effetto terapeutico.sangue (siero) · 3 giorniPrimidoneDosaggio sierico del primidone (Mysoline®), da valutare insieme al fenobarbital che ne deriva.sangue (siero) · 3 giorniSultiameDosaggio sierico del sultiame (Ospolot®), antiepilettico impiegato prevalentemente in età pediatrica.sangue (siero) · 3 giorniTacrolimusDosaggio del tacrolimus (Prograf®, Advagraf®, Envarsus®) su sangue intero, per il controllo della terapia immunosoppressiva nel paziente trapiantato.sangue intero (EDTA) · 3 giorniZonisamideDosaggio sierico della zonisamide (Zonegran®) in cromatografia liquida ad alte prestazioni.sangue (siero) · 3 giorni

Quando servono questi esami

Il dosaggio è indicato quando il medico ha bisogno di un dato oggettivo per decidere la dose, e non di una stima. In pratica:

  • All’inizio della terapia o dopo un cambio di dose, per verificare di aver raggiunto l’intervallo utile.
  • Quando la terapia non funziona come previsto: crisi che ricompaiono, sintomi che non rispondono. Il dosaggio distingue una dose insufficiente da un farmaco inefficace per quel paziente — due situazioni che portano a scelte opposte.
  • Al sospetto di tossicità: sonnolenza, tremori, vertigini, disturbi dell’equilibrio, nausea. Molti effetti collaterali dipendono dalla concentrazione, non dal farmaco in sé.
  • Quando si aggiunge o si sospende un altro medicinale. Le interazioni sono la causa più frequente di variazioni impreviste: alcuni farmaci accelerano il metabolismo degli antiepilettici, altri lo rallentano.
  • In gravidanza, dove le concentrazioni cambiano nel corso dei trimestri a dose costante, e nell’insufficienza renale o epatica.
  • Nel paziente trapiantato, dove il controllo periodico del tacrolimus accompagna tutta la durata della terapia immunosoppressiva.

Il momento del prelievo cambia il risultato

Salvo diversa indicazione del medico, il prelievo va eseguito prima dell’assunzione della dose del mattino, quando la concentrazione è al minimo: è il valore su cui sono costruiti gli intervalli di riferimento. Un prelievo fatto poche ore dopo la compressa restituisce un valore alto che non significa sovradosaggio, e non è interpretabile.

Dopo l’inizio della terapia o un cambio di dose servono alcuni giorni perché la concentrazione si stabilizzi. Un controllo anticipato sottostima il valore definitivo.

Fa eccezione la digossina, per cui il prelievo va eseguito ad almeno 6-8 ore dalla dose: nelle prime ore il farmaco si sta ancora distribuendo ai tessuti.

Molti esami richiedono digiuno o una preparazione specifica. Le istruzioni sono nella scheda di ciascun esame, e le regole generali nella pagina preparazione.

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